Pietra nera sopra una pietra bianca

 

Morirò a Parigi col piovasco,
un giorno di cui ho già il ricordo.
Morirò a Parigi – e non lo evito –
forse in un giovedì d’autunno, come oggi.

 

Sarà di giovedì, perché oggi, giovedì che proso
questi versi, mi sono messo gli omeri
a forza e, mai come oggi,  sono tornato,
con tutta la mia strada, a rivedermi solo.

 

César Vallejo è morto, lo picchiavano
tutti senza che gli avesse fatto nulla;
lo pestavano duro con un bastone e duro

 

anche con una fune; ne sono testimoni
i giorni giovedì e le ossa omeri,
la solitudine, la pioggia, le strade…

 

César Vallejo traduzione di Giuliano Mesa

 

Novembre è il mese che segna il giorno del compleanno della Camera Verde. L’11 novembre. 20 anni sono chiaramente tanti! Lo festeggiamo senza feste particolari, o pranzi, o cene, o castelli, o altri cieli, o forbici, lo festeggiamo con un calendario che da novembre 2019 arriverà a novembre 2020 e sarà orientato a tenere tutto il tempo fatto e ogni giorno, aggiungeremo altro tempo con altre cose da fare. Come da sempre in questi 20 anni. Un colpo di DADO!
Tanti amici ci mancano, quando si tagliano certi traguardi, non è facile fare come se il tempo non sia passato e quando le giornate piovose si affacciano fuori dalla Camera, non è facile non pensare a tutte le tessere del puzzle fin’ora fatto. E non è facile tenere la nostalgia e la malinconia.
Non è facile tenere la Stanza. Vibra da ogni parte, a volte scoperchia il tetto e si proietta accanto alla luna piena. Altre volte trema, nel saper che ogni film ha la parola fine, altre volte ancora fa le capriole! Sembra che al di là del muro ci sia il mare e lunghe file di ombrelloni. La Stanza cammina, parte, ritorna, visita le città, entra nelle grotte, a volte resta al buio, c’eravamo dimenticati di pagare la bolletta della luce. Ma non è importante, il filo delle cose si tiene con l’indifferenza poetica nei confronti del denaro (Truffaut).
Tanti i pezzi della collezione della petite chambre, una stanza della memoria viva, pronta a trasformare ogni cosa, a salvare Moby Dick dalle intemperie caratteriali dei marinai, o a tenere a distanza le secche e gli scogli. Tenere davanti sempre un orizzonte, aspettare i tramonti, accendere i falò quando le lune si moltiplicano sullo specchio del movimento delle onde. Tante le cose fatte, i libri, i giorni, i viaggi, i film che raccontano la piccola storia della Camera.
E così siamo arrivati all’11 novembre 2019, è un lunedì, giorno di chiusura della Stanza, come per i barbieri di una volta. Non accadrà nulla di particolare, soltanto un piccolo brindisi, con chi sarà di passaggio. E poi via, a costruire il calendario, vera e autentica festa di una Stanza che ancora resiste e ci tiene, tiene le amiche e gli amici, tutti gli amici e le amiche. Fino alla prossima bella estate dove si spera di fare tanti bagni tra la Grecia e la Spagna, dopotutto a Tarifa è stato bello guardare l’Africa, toccare l’Africa con lo sguardo.
Preme, ora, ringraziare tutti, ma tutti, per aver reso possibile la navigazione della zattera-stanza fin qui e oltre.
Nel calendario di novembre da segnalare la giornata dedicata a Giuliano Mesa con Florinda Fusco. Nell’arco dell’anno su Giuliano Mesa, per Giuliano Mesa, con Giuliano Mesa, ci saranno diverse giornate. Proietteremo le Conversazioni, tenute in Camera Vere l’11 e il 25 ottobre, l’8 e il 22 novembre e il 6 dicembre del 2007. E tutte le riprese fatte insieme: gli incontri, tutto il lavoro sul Tiresia, e ci saranno altre letture o serate con gli amici, e con personalità della letteratura italiana. Giuliano Mesa oltre a essere amico di anni straordinari, dove si è condiviso tanto, è per la Stanza con il suo tomo di tutte le opere (quasi esaurito), e le altre edizioni fatte: Era vero, per la collana teatro, Fuga tripla per la collana Cartella d’artista, Biografie perdute, e i libriccini: 1,6,7; La ginestra, Cesar Vallejo, Paul Celan, Amelia Rosselli, e tanti altri, Giuliano Mesa è una delle fondamenta incurabile della Stanza.
Il 30 novembre presentiamo il libro Un’altra storia di Giulio Marzaioli, una stravisione del film di Romero La notte dei morti viventi in versi.
Nel mese di dicembre da non perdere la mostra di pittura Intimità di Garance, con il teso introduttivo di Nuria Scapin, un lavoro pittorico estremo, un omaggio a tutte le camere mentali in movimento.
E il 21 dicembre la presentazione del libro Manicomio di Antonio Vento. Un viaggio fuori e dentro la mente, che il professor Vento costruisce con piglio e coraggio, e una prosa limpida e aggressiva. Insieme a tutto il resto che trovate sfogliando il diario di bordo della Stanza.

Buona Visione.

Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
Via Giovanni Miani, 20 – Roma

tel. 3405263877
info@lacameraverde.com
www.lacameraverde.com