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MESA - CAGNONE - CEPOLLARO - KACHTITSIS - SEVERI - CAGNONE - DEGUY - SPICER - WIJNBERG - CUEVAS - SANNELLI

11 carte dedicate di Matias Guerra.

a Giuliano Mesa

 

La collana Metra nasce dall’amicizia con Giuliano, ed è Giuliano a scegliere il nome. Con Mesa gli anni costruiti nella Stanza hanno creato delle fondamenta chiare, incredibilmente adatte a sorreggere quello che si doveva fare e dire.

Il desiderio con Giuliano di fare libri di poesia ci ha posto da subito l’impegno di trovare delle opere innanzitutto compiute. Si diceva, “l’esperimento è prima, mentre il dopo deve essere un risultato”. La Collana Metra risponde a questa semplice formula: il libro è un risultato.

Il poeta sa. E tanti dopo Mesa sono i poeti che hanno fatto e hanno permesso tale avventura alla Camera Verde. Quando si vive un poeta la gioia è enorme, la libertà si fa tangibile. Il poeta non è schiavo di mezzucci miseri, non cancella, non assembla, non occulta, non vive di artifici, non finge di saper dire, non omette e nell’opera non chiarisce se stesso ma l’umano procedere del tempo, dei tanti tempi che attraversano l’epopea umana!

Con il tempo, grazie anche al lavoro di Massimo Rizzante, Alessandro De Francesco, Marco Giovenale, Paul Vangelisti, Pierluigi Lanfranchi, Alessandra Palmigiano, Giovanni Miraglia… si aprono importanti finestre internazionali con le traduzioni di Nikos Kachtitsis, Michel Deguy, Jack Spicer, Nachoem Wijnberg, Miguel Ángel Cuevas …la Collana Metra cresce e sviluppa un percorso che la caratterizza, per un tempo teso a costruire quel presente-futuro che fa i crocevia con la memoria.

Buona lettura e grazie davvero a tutti per l’orizzonte creato.

11 volumi della Collana Metra dal 2010:

Matias Guerra Jean Henri Fabre

1. Giuliano Mesa, Poesie. 1977-2008, Alessandro Baldacci (a cura di), 2010
è il volume che apre la collana Metra. Con Giuliano Mesa, La Camera Verde ha condiviso libri, conversazioni, incontri e giorni, anni, che restano come tempo e luogo. Teniamo ancora caro Giuliano.
Un volume che negli anni è cresciuto d’importanza, da subito diventa il mattone di un architrave portante, dalle fondamenta al tetto. Per tutti quelli che si avvicinano alla poesia questo libro è di un’importanza assoluta. Toglie i fronzoli, le frettolose e superficiali definizioni di cosa sia poesia, è il libro che raccoglie la lotta di un poeta.
Mesa entra in Camera Verde in un giorno di pioggia, ad accompagnarlo nella Stanza è Marco Giovenale. Era il 2004, qualche anno prima Mesa scrive l’introduzione al libro Curvature con i testi di Marco Giovenale e le fotografie di Francesca Vitale. Dal 2006 comincia l’intensa collaborazione con Mesa. Anni dove ci siamo divertiti a viaggiare e a costruire; tante le pubblicazioni, cicli di conferenze, le collaborazioni con gli artisti. La Camera Verde, trova in Mesa non solo un grande amico, ma soprattutto una persona capace di generare coscienza, generosità e responsabilità.

Matias Guerra Jean Henri Fabre

2. Nanni Cagnone, Penombra della lingua, 2012
La poesia di Nanni Cagnone è una mappa da puntare, è un mare necessario dove le profondità con estrema naturalezza arrivano in superficie: tutto sembra giungere alla riva, da dove? La scrittura di Cagnone non ha eguali, non assomiglia, difficile trovare una capacità così raffinata, intrigante, straordinariamente compiuta. La poesia di Cagnone porta all’evidenza dei fatti, dove la lingua può solo restare nuda con tutte le propire strategie. Nel 2015 il volume è stato pubblicato in Messico dalle Ediciones Sin Nombre.

http://www.nannicagnone.eu/

Matias Guerra Jean Henri Fabre

3. Biagio Cepollaro, Le qualità, 2012
L’opera di Cepollaro è un luogo della memoria, dell’impegno e della ricerca. Ci si deve imbattere nelle qualità umane e intellettuali di Biagio. Diverse le edizioni fatte, la sua incredibile capacità di raccogliere la sfida della pittura, fa nascere i libri: Il fuoco della scrittura, Da strato a strato, e La cognizione del dolore. Libri che hanno molteplici risvolti, il segno stravolge i diversi strati, la parola si rafforza dentro versi che chiariscono il destino ora di un dolore, ora di una visione, ora di un fuoco. Cepollaro con Le qualità costruisce le sue intuizioni e attraverso la poesia, ne fa pensiero. Una direzione questa, delle qualità, che anima e spinge la scrittura di Cepollaro ad analizzare gli incastri, i risvegli,  il tempo… lui sa che non è stato vano neanche l’ultimo distratto sorriso che sua  è stata la stessa legge della nuvola, è un’opera, questa di Cepollaro, che rende visibile ciò che trascorre e attraverso uno stile che è pensiero, mette al centro il tempo del corpo.

http://www.cepollaro.it/

Matias Guerra Jean Henri Fabre

4. Nikos Kachtitsis, Punto vulnerabile. Quattordici poesie della giovinezza. (Vulnerable Point. Fourteen Poems of Youth), Massimo Rizzante (a cura di) 2012
14 poesie fanno un’opera e Kachtitsis ci dice che è vero. Punto Vulnerabile e la cura di Massimo Rizzante che traduce e scrive un bellissimo saggio-biografia, in apertura di libro, fanno di questa edizione qualcosa di unico. Un libro che supera qualsiasi tempo, un punto vulnerabile a futura memoria oltre la catastrofe finale, dove disperatamente aspettare l’Uomo/ Che non viene da nessun luogo/ E che non giungerà mai/ Perché non esiste. Kachtitsis è autore fondamentale, e il lavoro di Massimo Rizzante c’impegna ancora di più, a sottolineare come la cura di un’opera sia il segno più tangibile di quella libertà che adopera la responsabilità nei confronti del tempo e dell’amicizia, perché della poesia sia fatta l’esperienza. Rizzante trovando Kachtitsis ci fa sentire davvero meno isolati.

https://fr.wikipedia.org/wiki/Nikos_Kachtitsis

Matias Guerra Jean Henri Fabre

5. Luigi Severi, Specchio d’imperfezione e Corona, 2013
Due libri racchiusi in un volume, a raccogliere due storie: quella di Ferdinando Tartaglia in Specchio di imperfezione e quella di Angela da Foligno in Corona. Si attraversa il tempo, dal 1285 fino alle attese e alle conclusioni provvisorie. E le storie sono il corpo centrale dove s’intrecciano cronaca, letteratura, filosofia, storia, e altri innumerevoli segmenti che tra le pagine costruiscono una sapiente congettura sulla e dentro la vita. Versi di una potenza visionaria che Severi sostiene e attraversa senza cadere nelle trappole che una trama può tramare quando deve raccontare una storia. Siamo dentro una mirata ed esplosiva costruzione dove le fondamenta restano ben in vista e il testo cuce e inarca il significato della storia prendendo e dando tempo all’immagine, alla parola, ai significati. Da trovare assolutamente.

Matias Guerra Jean Henri Fabre

6. Nanni Cagnone, Perduta comodità del mondo, 2013
Uno squarcio. Un’illuminazione. Un viaggio verso il naufragio del tempo. La poesia di Nanni Cagnone è coscienza e possiede quella capacità, nei confronti della memoria e della parola, che solo chi ha una chiara visione del tempo, può farne compasso, linea e bilancia, e tracciare la rotta verso altrove. Ogni poesia è una concentrazione di visione, battuta e fuga di un processo di scrittura che è assolutamente unico nel panorama letterario italiano. Nanni Cagnone tira fuori dalle viscere del tempo qualcosa che non può che sorprenderci: quando la poesia giunge, la libertà è oltre qualsiasi discordia. Da leggere, vivere, trovare: l’intera opera di Cagnone è un fulmine che resta.

http://www.nannicagnone.eu/

Matias Guerra Jean Henri Fabre

7. Michel Deguy, Oui Dire, Alessandro De Francesco (Traduzione), 2014
Gioco e possibilità, colpo di dado e tour Eiffel: arrivare dentro Gallimard con Michel Deguy, è stata una bella avventura e poi portare Deguy in Camera Verde, un uomo con uno sguardo capace di giocarselo il tempo. E incontrarlo nella sua casa parigina, con Alessandro De Francesco e Matias Guerra, è stato come dare una testimonianza ulteriore a questo tempo, intrecciando letteratura e vita, politica delle cose e quel che resta ancora da fare, e come farlo, nella sua casa parigina abbiamo girato anche un film intervista. Oui Dire, è un libro del 1966, edito da Gallimard. “Je écris pour que tu ne comprennes”. Spesso viene indicato come iniziatore di qualcosa, ma forse come dice Deguy le cose devono restare semplici e Tutto è rovina / E la rovina /Un contorno spirituale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Deguy

Matias Guerra Jean Henri Fabre

8. Jack Spicer, Billy the Kid, Paul Vangelisti (a cura di), Marco Giovenale (traduzione di), 2014
Non poteva e non doveva mancare Billy the Kid tra i tipi della Camera Verde. E Paul Vangelisti e Marco Giovenale tirano i fili pericolosi che s’intrecciano nell’opera di Spicer. Una storia che trova altre storie, per una poesia che esplode la vita, le scorribande emotive, le possibilità di puntare alle spalle una pistola e sparare. Questo libro è una leggenda e Vangelisti e Giovenale curano l’edizione della Camera Verde. Vangelisti conosce Spicer e Giovenale con una sapiente e lungimirante capacità, traduce e lima, porta i ferri del lavoro e riporta la poesia alla poesia. Verso la morte filiamo dritti in barca/cuore a pezzi o corpo a pezzi/la scelta è reale. Il diamante. Io/questo chiedo. E la perdita riporta l’eco di sparatorie lontane, (qui si spara), e Spicer danzando sulla parola, traccia una memoria che trova la leggenda.

https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Spicer

Matias Guerra Jean Henri Fabre

9. Nachoem Wijnberg, Divan di Ghalib, Pierluigi Lanfranchi (Traduzione di), Alessandra Palmigiano (Introduzione di), 2015
Un bicchiere per tutti! Siamo dentro un libro pieno di sogni, di tratti, di metafore, dove il verso trova muri, distanze, impercettibili frammenti d’immagine che ora capovolgono, ora creano significato. E poesia è il creare significato. La traduzione di Lanfranchi, certamente non facile, riporta l’ironia a fare il peso al Re, al generale, ai giardini, e l’opera è qui a fare quel passo che si pone di traverso tra modi di scrivere e tradizioni non solo letterarie ma di pensiero. Il testo di Alessandra Palmigiano ci introduce all’opera di Wijnberg che agisce come autentico passepartout, aprendo le porte della poesia.

https://en.wikipedia.org/wiki/Nachoem_Wijnberg

Matias Guerra Jean Henri Fabre

10. Miguel Angel Cuevas, Piedra – Y Cruda (Pietra – E cruda), Giovanni Miraglia (a cura di), 2015
Chiudendo le pagine di questo libro si finisce per attraversare un tempo lastricato di pietre. Un’ombra di pensiero annegato, pieno di piaghe e intorno la saccheggiata morte insepolta. Miguel Cuevas è poeta della distanza, delle cose trovate, Piedra – Y Cruda vive di increspature violente, dissanguate. Dolore e morte, ma dove siamo? Dove ci portano i versi di Cuevas? Quale mondo? Quale immagine? Non possiamo lamentarci. Non possiamo fare finta. Non possiamo truccare le carte perché la vita risulti a noi come un inganno. Dov’è questa società illuminata dalla verità? Colpo di pietra/ cruda / spaccata. E questa parola cosa incarna? Dove porta la luce? Si tratta di pezzi di dolore sparsi, lembi di pensiero divelti. Quale la parola? Quando cerchi la poesia finisce che la si trova già raccolta da un’altra parte e Cuevas entre piedra y piedra, la trova, senza perdere il tempo a cercarla.

Matias Guerra Jean Henri Fabre

11. Massimo Sannelli, Intendyo, 2016
Ingenuo? Dissacrante? Oltre la soggettiva. Le sequenze in versi di Sannelli sono rabbia? dolcezza? Pensiero genuino della tristezza? In questo schermo, incarnano poesia. Questo libro sembra descrivere stati d’animo, luoghi familiari o fatti realmente accaduti. Sembra, perché i versi scavalcano qualsiasi definizione ed entrano in luoghi, dove la memoria non tace. è un libro che resta prima, crea l’immagine al fatto, trama, porta le cose a un desiderio puro, immobile, a volte violento. è un libro sull’amore, senza avere paura di dirlo. E le parole stagliano aquiloni e altri arcobaleni, dove si può ritrovare il senso compiuto dei sentimenti e la poesia non accompagna, ma disturba le abitudini e non rende la quiete. Sannelli sorprende e spacca gli ornamenti, se ne sente la voce e la persistente azione di trovare la poesia mentre la pellicola gira.

http://www.massimosannelli.net/

"Creare non significa deformare o inventare persone e cose. Vuol dire stringere fra persone e cose che esistono, così come esistono, rapporti nuovi."

(Robert Bresson, Note dal Cinematografo, ed. Marsilio)

Charlie Chaplin Centro Culturale
La Camera Verde

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