Oggi, 19 novembre muore Filippo Maria Gambari, Direttore del Museo delle Civiltà all’EUR.

Ci siamo conosciuti un anno fa, e la tua vitalità, la tua incredibile intelligenza, la tua straordinaria capacità d’intendere anche il più impercettibile movimento di un’idea, mi colpirono immediatamente.
Una rarità trovare, in ambito istituzionale, una personalità così compiuta e sensibile, con una carica di comprensione e una volontà tenace di voler realizzare situazioni per una cultura viva, capace di sradicare le sedimentate ignoranze.
Il Museo è stata la tua creatura, la zona da te abitata, e ho sempre immaginato come le notti potevi camminare nei lunghi corridoi, attraversare le molteplici storie delle stanze del Museo, di come il tuo sguardo poteva non solo studiare e sapere ogni oggetto, ma anche come poteva sognarlo.
Mai una volta ho potuto scorgere un’ombra di stanchezza sul tuo volto, eppure il lavoro, quello burocratico e pieno di impossibilità, quante volte ti avrà urtato. Sei sempre andato avanti con passione e capacità uniche.
Quando ci siamo conosciuti, si erano dette da subito una marea di cose: gli eventi da fare, le mostre, i concerti, gli spettacoli…e per la piccola Stanza si è aperta una luce antica. Siamo venuti a visitare il Museo, a prendere il caffè alle macchinette, a vivere uno stato di grazia, tra tanta meraviglia e bellezza, e storia.
Oggi, siamo tutti mancanti, e manchiamo della possibilità di avere altro tempo, quel tempo che ci hai dato con generosità e semplicità.

La Camera Verde tutta, esprime le più sincere condoglianze a tutta la tua famiglia.
Ciao Direttore.


Carlo Bordini ritratto da Dino Ignani
Carlo Bordini in una fotografia di DINO IGNANI

Il 10 novembre Carlo Bordini muore. Come un gatto eri entrato in Camera Verde, con un passo felpato e con lo sguardo di chi vede tutto senza darlo a vedere. Il tuo era un guardare silenzioso. In Camera Verde venivi a sentire i giovani poeti, ed eri attento come pochi all’opera di Mesa. È capitato più di una volta di trascorrere pomeriggi primaverili, seduti sul muretto fuori dalla Stanza a fare lunghe chiacchierate. Un bicchiere di vino, le sigarette di Mesa. I tarallucci che insieme al vino non mancavano mai. Erano chiacchierate tenere, sulla Rosselli, Eliot, Rilke… sulla poesia. La tua voce insieme a quella di Mesa, creava voli mentali ardimentosi, avventurosi; eravate come due guerrieri capaci come pochi, di impugnare la parola! Mentre sopra le nostre teste volavano schiere di pappagalli da un albero all’altro. Ricordo la tua ironica filastrocca sui pappagalli, inventata là per là, e terminata da Mesa con un verso in ebraico antico, e le fragorose risate e il brindisi che ne seguì!
“I ricordi sono solo pettegolezzi”, mai giudizi sprezzanti dalla tua voce, mai un parlare contro. Poi, qualche anno dopo, era il 2009 con Marco Giovenale, per la collana Felix, si stampò I diritti inumani, un libriccino che ci accompagnò in una serata gioiosa dove il tuo sorriso malinconico e autentico si stagliava nella lettura dei tuoi versi.

W Carlo!






di Giovanni Andrea Semerano

Duarata: 01:34 formato: 16:9 / Full-hd
Montaggio di: Matias Guerra, Giovanni Andrea Semerano
Con: Franco Brocani, Olimpia Carlisi, Sergio Bustric, Marcello Sambati, Enrico Ghezzi e con Piergiulio "Lullo" Brocani, Gianluca Mei, Cristina Beccarini, Alessandro De Santi, Livio Fiorelli, Pino Bertelli, Chiara Fiorelli, Irene Semerano, Danilo Brunetti, Rita Astolfi, Ermanno Monti, Margaret Oluwafumilayo Fadare, Benedetta Tulli, Giovanni Cozzani, Lina Fabrizi, Rita Fabrizi, Luigi Francini, Elise Gruau, Jean-andré Giannecchini - Voci fuori campo: Giovanni Andrea Semerano, Olimpia Carlisi, Ana Tomas, Sara Serighelli, Gianluca Mei
Musica di: Matias Guerra - Composizioni & esecuzioni di: Marco Colonna, Elena Kakaliagou, Paolo Gàiba Riva, Matias Guerra - Mix e Sound Design: Matteo Nobile - Registrazioni dal vivo di Guerra/Gàiba Riva: Gianmaria Aprile (Argo Lab, Italia)

Associazione Culturale Piane Di Bronzo
Centro Culturale La Camera Verde
Anno 2019


Un viaggio onirico tra cinema e realtà dove i personaggi si muovono all'interno di una memoria ora fuori e ora dentro il tempo del racconto e della visione. Franco Brocani interprete principale vive così al limite di una immaginazione pensata e sognata. Si alternano così sequenze che sembrano nascere dalla mente del protagonista dentro un precipizio esistenziale, malinconico, dove l'idea è partecipe di un senso estremo della morte, della vita, della creatività, dell'umanità, dell'amore e del cinema.


Il Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
e
Il Centro Culturale dell'Immagine
IL FOTOGRAMMA

presentano

I VISI...GOTI

di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

 

30 anni dopo dal FOTOGRAMMA alla CAMERA VERDE
12 giugno 1990-12 giugno 2020
  

Dal 9 luglio 2020, solo su appuntamento, (3405263877), presso il Centro Culturale LA CAMERA VERDE, esposizione del libro d'artista I VISI...GOTI di Flavia Mastrella e Antonio Rezza


Prima e dopo I Visigoti

di Flavia Mastrella

Dopo via Ripetta, il “FOTOGRAMMA” si è trasferito a Piazza Barberini dove Giovanni Semerano - sempre in movimento - organizzava edizioni e mostre, video installazioni, performance.
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Noi e Giovanni. Soprattutto Giovanni

di Antonio Rezza

Alla metà degli anni ottanta mi facevo delle istantanee nelle macchinette chiuse delle stazioni accompagnato da Massimo Camilli, nostro storico collaboratore; erano serate di divertimento e di deformazione.
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 *****
Dal 9 luglio 2020 La Camera Verde, nel ricordare lo straordinario evento de I VISI...GOTI di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, tenutosi al Fotogramma di via Ripetta 153-154 il 12 giugno 1990, espone il libro d'Artista:

I VISI...GOTI di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

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Il libro è stato stampato in occasione della Mostra I Visi…Goti.
Introduzione di Ugo Magnanti.
Performances ideata e interpretata da Antonio Rezza.
Impaginazione del libro di Flavia Mastrella.
Fotografia di Angelo Fratini.
Art Director Flavia Mastrella.
Collaborazione Massimo Camilli
Spazio d’Arte: Centro Culturale dell’Immagine IL FOTOGRAMMA
diretto da Giovanni Semerano.
Roma 12-22 Giugno 1990.
  

 

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UNA PASSEGGIATA IMPROVVISA: IL CAFFE'

fotografie di Angelo Larocca














Balagura

 


LIFE SPAN OF THE OBJECT IN FRAME
/ TEMPO DI VITA D’UN OGGETTO NEL FOTOGRAMMA 

 un film di Aleksandr Balagura

  UCRAINA/ITALIA 2012
111 min.
Direttore di fotografia: Vladimir Guevskij
Suono: Boris Peter
Montaggio: Aleksandr Balagura

  Con
Alla Samoylenko, Anastasia Kyreyeva, Polina Golovko, Efim Gofman, Nikolaj Popelukha, Aleksandr Babak, Aleksandr Chekmenyov, Karl-Dietrich Bühler, Massimo Sannelli, Marco Nicodemo, Davide Marino, Milena Dombrovskaya, Aleksandr Balagura
Produzione: Svetlana Zinovieva, INSPIRATION FILMS
2013 / FID Marseille / Menzione speciale: Georges de Beauregard International Prize


LOLI KALI SHUBA

un film di Aleksandr Balagura

 

UCRAINA  2013
52 min.
Direttore di fotografia: Ivan Zotikov
Suono: Boris Peter
Produzione: Svetlana Zinovieva,  INSPIRATION FILMS

Vola coccinella vola...

di gians


1 Maggio 2020

Buon ascolto!

RAYUELA - Live Pisa

Marco Colonna : sax sopranino, clarinetto, clarinetto basso
Matias Guerra : chitarra elettrica

A te Biondo per la nostra musica, a te Eleonora che ridevi con me la sera di questo concerto e a te Max per tutto, per i sogni, per la meraviglia, per l'amicizia e l'amore a te che sei padre dei miei fratelli... a voi di I maggio.
Matias Guerra

Incontrare anime affini con cui poter condividere il viaggio è un privilegio concesso a pochi. Questa musica e tutto il progetto Rayuela è la prova tangibile di questa opportunità. Ed il legame con il libro di Cortàzar è più forte nella sua esoterica rilevanza.
Si combattono molte battaglie con in mano solo una rosa.
Questa è inequivocabilmente una di quelle.

Marco Colonna

released May 1, 2020
Ringraziamo Ondavideo e Pisa Jazz per l’invito e l’organizzazione del concerto tenutosi il 3 Marzo 2020 al Teatro Sant’Andrea di Pisa, UNIPI dipartimento di Civiltà e forme del sapere per l’incontro con gli studenti tenutosi quella stessa mattina, e in particolare Sandra Lischi e Francesco Mariotti.

Registrato Live da Aldo De Santis
Mix Marco Colonna
Cover Art by Matias Guerra


IN MEMORIAM.Omaggio a Pierre Martin.
A CORNICE DEL COVID 19, 8 QUADRI ASTRATTI PER UN CUL DE SAC A VENIRE.

di Gians.


Prologo.

In questi giorni il covid 19 ci costringe a restare in casa. La cosa curiosa, è che, restando a casa, la televisione è costantemente accesa e il computer anche, e il bombardamento da effetto continuo stile Quinto potere, Videodrome, ma anche Fharenheit 451 e Citizen Kane, La mort en direct e Ready Player One del buon Spielberg, non ci fa prendere sonno [...]
Continua a leggere...


 

2020 Fuga dal Covid-19

di
Giovanni Andrea Semerano

con
Bustric
e
Gians

Musica di
Matias Guerra


Sin Casa

Sin Casa di Marco Colonna e Matias Guerra, è l’ultimo evento da camera di questo febbraio che annuncia tempi difficili. La Stanza dal 29 febbraio, fino a data da destinarsi, resta chiusa per disposizioni anti-coronavirus. La Stanza non può mantenere, al suo interno, la disposizione della distanza a un metro e nel momento in cui le disposizioni si faranno più drastiche ancora, la Stanza avrà tirato giù la sua saracinesca già da giorni. Partendo dal fatto che non si deve vivere di speranza ma con e di coscienza, l’augurio è che nel rispetto di tutti, saremo capaci di affrontare con intelligenza e capacità non solo il virus ma tutto quello che ci gira intorno a causa del virus. E avere coscienza che la trincea tocca ai malati, ai medici, a tutti quelli che lavorano in situazione veramente drammatica negli ospedali. Bisogna fare il massimo affinchè i medici, gli infermieri, l’intera categoria di chi opera per la salute delle persone, sia in grado di fermare questa emorragia e frenare la discesa verso la morte. Saremo bravi se siamo capaci tutti di non far morire chi si ammala. Per questo bisogna restare a distanza, non dobbiamo ammalarci, per questo atteniamoci alle disposizioni di tenere la distanza. In attesa che il tempo faccia ammalare il virus, renderlo meno aggressivo e che il dopo non sia più il circo assurdo di questa spettacolarizzazione che ci viene propinata dalle voci che fanno a gara a restare aggrappate all’inquadratura di questa televisione pettegola e mercificante. Come se il virus dovessimo quasi comprarlo. Ci vuole una misura e trasparenza e non si può soffiare il fuoco sulle propagande di questa o quella parte politica. Almeno sul virus e su come combatterlo, che ci sia almeno su questo, una parte comune per tutti su cui tutto insieme impegnarci. E che il dopo sia il frutto di una esperienza matura capace di darci degli ospedali che non vadano in tilt. Capaci di affrontare l’emergenza, e che l’informazione diventi una cosa seria e non una latrina dove tutti vanno a pisciare, che il dopo di questa storia sia concretamente capace di consegnarci individui capaci, responsabili, a tutti i livelli. Abbiamo la possibilità di avere tutto Bach, tutto Beethoven, tutto Hendrix, Albinoni, Frank Zappa, la Piaf, tutto Leopardi, tutto Primo Levi, tutto Picasso e Delacroix e Van Gogh e Modigliani e Rothko, e tutto Kubrick, tutto Chaplin e Keaton e Harold Lloyd, Orson Welles, Franco e Ciccio, Totò, Tatì, rileggere la poesia di Amelia Rosselli, di Emily Dickinson,…e c’abbiamo tutto Caravaggio da vedere, e tutta l’opera di Rossellini, Jarman, Frank Capra, John Ford, Antonioni, Zurlini, Petri, Marlon Brando, Greta Garbo, Bergman, Tarkovskij, c’è tutto Kafka e Platone e Giordano Bruno e Wittgenstein e Beckett…l’elenco è infinito…c’è un magazzino pieno fino a Rosebud… mettiamo a frutto il nostro privilegio. Sin Casa ci parla e ci suona anche di questo. Buona Visione.

gians

20+20 di Jan Grenz - Matias Guerra

“20+20”

diario di Jan Grenz
Milano, 8 Marzo 2020 - Milano decretata zona arancione...e poi tutta italia ferma.
Diario delle giornate durante l'emergenza corona virus in Italia.
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Marco Colonna e Matias Guerra Sin Casa

venerdì 28 febbraio ore 20:30

» Sin Casa «

Sperimentare il momento, per sottrazione, per spirito e per immagine.

Marco Colonna: clarinetti
Matias Guerra: chitarra elettrica


Marco Colonna
Clarinettista e improvvisatore.
Suona dalla musica folk fino alla contemporanea dando preferenza alla musica improvvisata. Ha suonato e registrato con Evan Parker, Agusti Fernandez, Omar Tamez, Andrew Cyrille, Marc Ribot, Butch Morris, Roberto Ottaviano e molti altri.
Sempre nell’interesse per l'ibridazione tra linguaggi crea con Leonardo Carrano il film sperimentale JAZZ FOR A MASSACRE. Ha inciso per Leo Records, Slam, Dodici Lune, Alfa Music, Setola di Maiale, Brigadisco, 28records, Not Two, HoaxHobo. Nominato dalla rivista Musica Jazz tra i 3 migliori musicisti italiani.

Matias Guerra
Artista visivo e musicista, sperimenta con il video e il suono, focalizzato principalmente nella relazione tra arte, tecnologie e essere umano. Ha collaborazioni attive con autori, artisti e musicisti come Pino Bertelli, Robert Cahen, Toni D’Angela, Agostino Di Scipio, Alessandro De Francesco, Paolo Gaiba Riva, Elena Kakaliagou, Massimiliano Viel per nominarne alcuni. Ha tenuto workshops e talks allo IED e Standards di Milano, all'Università di Pisa e Biennale di Venezia. Suoi lavori son mostrati in gallerie e musei d'arte contemporanea (recentemente al MACRO di Roma). Con il Centro Culturale La Camera Verde di Roma ha pubblicato libri, edizioni d’artista e curato mostre ed eventi.


la camera verde 2019/2020 buon anno!


Programma Gennaio - Febbraio 2020 - scarica il pdf

ta tà, ta tà, ta tà. 20 anni di camera.

di gians

Nel punto in cui siamo: ta tà, ta tà, ta tà / spazio e virgola, Tarantino questa volta non ha le scarpe larghe e il film resta ben teso al laccio del lazzo: tutte vacche marchiate che vanno al pascolo nelle alti montagne. ta tà, ta tà, ta tà.
Alte le altre ombre, rosse e nere, uno specchio dietro l’altro, l’assedio, la polvere, dadaisticamente dada: EGH è sul promontorio della paura là dove scende il fiume e si entra nel reparto, (The Ward). È stato bello stare da Bertolucci, sembrava quasi una dissolvenza in un tempo da interno e vaghe stelle che portavano i pensieri e il parlare in continui altri tempi di rimandi e storie e gli occhi di Bertolucci sempre presenti a riportare dettagli. Quando siamo arrivati con EGH abbiamo attraversato un ampio ingresso e poi un grande salone e Bertolucci era steso su una lettiga quasi di felliniana memoria, come un grande Imperatore del tempo, e ci accolse con grande tenerezza. Una decadenza del futuro, sul Piccolo Principe c’è scritto: viene la malinconia quando ci si è addomesticati. Il tempo fa le intersezioni e tante cose sembrano tornare o ritornare, non si può restare indifferenti quando qualsiasi inquadratura di Ophuls ci passa davanti. E Rossellini è sempre di più lo schermo più chiaro, più rivoluzionario. È stato bello andare con EGH da Bernardo Bertolucci e assistere ai vari incroci dei loro sguardi carichi e intensi di memoria cinematografica, dove la vita resta; e dire, e quasi sognare chissà cosa: si poteva fare un film con Leonardo Di Caprio!
La guerra tra quelli pro e contro Tarantino, ma dietro la parete Lars von Trier, fuori dalla casa di Jack, crea un vortice che spacca e crea altri vortici di pura verità. La mente vacilla nella forza deformante di creare una strada alla follia, dove Jack torna indietro continuamente, sui propri passi, perché? per cancellare le tracce di un delitto? Ma non è così, nella stanza decomposta, assurdamente composta da cadaveri incastrati l’un l’altro, sul pavimento, c’è un buco che conduce all’inferno. Bruno Ganz non c’è dubbio è un grande attore. Psicosi attive, bipolarismi trasversali, la storia è filmata da chi sa benissimo cosa accade.
C’era una volta Hollywood, parlandone diventa difficile non trovare le molteplici micce che Tarantino accende, ed è anche chiaro dove esplodono le visioni da cinefilo, e gli strati di senso che superficialmente innescano il detonatore dello stracult, ma questo film è anche cinema da fare senza effetti virtualmente strafatti dal digitale che oramai corrompe ogni cosa. Cinema dove il sonoro è meravigliosamente luogo di grandi scelte. Cinema fino all’ultimo dolly dove ci sembra di dire: magnifico Tarantino, nel silenzio della sala.
E subito dopo troviamo il film di Polanski, il J’accuse, una meravigliosa costruzione di quadri per una composizione che non è un’esposizione di cornici a parete, ma una incredibile messa in scena di visioni che sono oltre la storia, il diario, la vita, lo scontro, l’omicidio, la politica, le menzogne, il potere, lo specchio dove si ritrae Polanski.
Nella Stanza ancora un altro poco di tempo da fare… quanti giorni, o mesi, o anni non si può dire, intanto insieme agli auguri per un gran 2020, con la consueta cartolina di Matias Guerra, qui di seguito, trovate il programma di gennaio e febbraio.

Tanti ricordi e tanti incontri, tanta memoria nella Stanza, dove si aprono e s’intersecano i molteplici tempi di una vita. Si costruiscono i giorni con la consapevolezza dei limiti, e in questo 2020 che segna il ventennale della Camera, proviamo a raggiungere i 21 anni conquistando ancora e ancora sempre, nuove inquadrature, come maniglie di porte che aprono a infiniti luoghi della storia; un cul de sac: i film dopotutto muoiono sempre, in continuazione, tutte le volte che si proiettano. ta tà, ta tà, ta tà. ta tà, ta tà, ta tà.
Buona visione.

"Creare non significa deformare o inventare persone e cose. Vuol dire stringere fra persone e cose che esistono, così come esistono, rapporti nuovi."

(Robert Bresson, Note sul Cinematografo, ed. Marsilio)

Charlie Chaplin Centro Culturale
La Camera Verde

via G. Miani 20, 20a, 20b
00154 - Roma
tel. (+39) 340 5263877
info [at] lacameraverde.com
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